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elektra
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« il: Maggio 06, 2007, 02:39:36 pm » |
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Una sola (cocente) sconfitta, 26 vittorie e 68 reti totali a 5 giornate dalla fine di un campionato ormai concluso. L'Inter di Moratti, Mancini e Materazzi è Campione d'Italia per la 15a volta, il primo successo sul campo dopo quasi 20 anni, (dopo lo scudetto a tavolino di questa estate). Un titolo finalmente meritato, conquistato punto su punto, con un vuoto alle spalle quasi desolante. La Roma è seconda a 16 punti di distanza, i cugini del Milan ancor più lontani, (che si consolano però con la prestigiosa semifinale di Champions league).
Un campionato atipico, vinto da un'Inter stellare, in assenza (per la prima volta nella storia) della squadra più titolata e blasonata d'Italia, la Juventus, retrocessa e vilipesa, contro la quale Moratti ha condotto una crociata, definendo quello dell'Inter lo scudetto "dell'onestà" e non curandosi di chi gli ricorda che Bobo Vieri lo porterà in tribunale per l'affare sporco delle intercettazioni e dei pedinamenti.
Una stagione dominata in lungo e in largo, con gli ex juventini Ibrahimovic e Viera ben contenti e sorpresi di veder ri-apparire lo scudetto vinto con la Juve sulla nuova maglia dell'Inter, e con un vero trascinatore in campo, quel Marco Materazzi che dopo le prodezze del mondiale non poteva non ripetersi in maglia nerazzurra. 8 gol in 25 partite: una media da centravanti e una grinta da vero leader. Javier Zanetti dovrebbe forse cedergli la fascia, visto che Matrix è la vera anima di questa squadra. Di contorno gli sprazzi di genio e sostanza di Stankovic, Adriano, Ibra, Cruz, Figo. Tutti hanno dato il proprio contributo, anche se nessuno, (tranne Materazzi, appunto) ha mantenuto una forma costante durante tutta la stagione.
Le zone d'ombra della spettacolare stagione nerazzurra? Di sicuro la serata del Mestalla, quando la disfatta contro il Valencia ha macchiato la reputazione internazionale di entrambe le squadre, e poi la sconfitta in casa contro la Roma, che ha fatto strozzare in gola il grido di un San Siro gremitissimo, facendo innervosire l'ambiente, con un Mancini sempre più caustico, che in settimana ha catechizzato (ed esorcizzato) i "gufi" nerazzurri, che vedevano nella sconfitta il temibile ricordo del 5 maggio 2002.
Sulla qualità del gioco e su quella dei singoli non si discute. L'Inter ha sciorinato il miglior attacco e la quarta migliore difesa del campionato. Rimane il dubbio su un torneo stravinto in assenza di concorrenti accreditate. La Roma ha pagato la mancanza di alternative valide ai titolari e comunque ha deriso i nerazzurri a San Siro con ben tre gol, e il Milan ha accusato (non solo psicologicamente) la penalizzazione iniziale ed ha puntato di più sulla Champions. E poi...i tifosi nerazzurri dovranno ammetterlo: lo scudetto non si gusta a pieno se non si vince (sul campo) anche contro l'odiata Juventus.
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