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elektra
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« il: Maggio 03, 2007, 02:16:38 pm » |
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Con buona pace di Max Pezzali, anche in questo terzo episodio l'Uomo Ragno/Toby Maguire è vivo e lotta insieme a noi. Lo ritroviamo che saltella felice e beato con il costume rosso tradizionale da un palazzo all'altro, al culmine del suo successo: tutti parlano di lui, i bambini lo acclamano, i giornali smaniano per pubblicare le sue foto - che, ricordiamo, si scatta da solo: l'alter ego di Spiderman è Peter Parker, ragazzetto sfigato nonché photo-reporter in cerca di un posto fisso. Stavolta c'è un collega che minaccia di soffiargli il posto: è Eddie Brock, deciso a scattare la foto evento dell'anno, ovvero quella che immortalerà il supereroe mentre sta per combinare qualcosa di sbagliato.
Quello lavorativo, tuttavia, non è l'unico fronte su cui il povero Peter (il supereroe dai superproblemi) incontra notevoli difficoltà. La sua ragazza, infatti, la dolce Mary Jane interpretata dalla solita Kirsten Dunst, anche lei alle prese con inconvenienti lavorativi, finisce per sentirsi trascurata e rifugiarsi tra le braccia di Harry, suo ex, ma anche ex migliore amico di Peter, contro cui nel frattempo medita vendetta e combatte per dimenticare. Goblin junior contro Spiderman: i duelli fra i due sono diversi, tutti spietati, ma confluenti in un prevedibile trionfo dell'amicizia, malgrado i rispettivi corpi puntualmente massacrati.
Troppe scene madri si affacciano multiple e invadenti in un'opera che abusa di effetti speciali e colpi di scena, buttando dentro al calderone una serie di personaggi improbabili. Fra di loro c'è l'Uomo Sabbia, che però, attenzione, malgrado sia un evaso/avanzo di galera, colpevole di omicidi e devastazioni in giro per la città, non è un uomo cattivo: “è cattiva la mia sorte”. Il buonismo è probabilmente il principale difetto di un episodio che ci si aspettava come il più oscuro di tutti: Spiderman, secondo la leggendaria serie di fumetti della Marvel Comics, diventa cattivo e deve combattere contro se stesso. Qui, invece, sfiora soltanto una ridicola arroganza, quando indossa la funesta tuta nera “made in symbionte”, strana creatura inquietante che, si dice nel film, “si attacca ad un altro per poter sopravvivere”. E fare del male. Difficile separarsi da questa sostanza ultraterrena, che dona sensazioni di onnipotenza e annebbia il buon senso, come anche i sentimenti e la personalità, fornendo quella dose di sfacciataggine che permette a Peter Parker di trasformarsi in un individuo patetico, che se ne va per la città ad accalappiare ragazze e danzare stile “Febbre del sabato sera”.
Per l'Uomo Ragno versione dark/trash, insomma, basta una tutina nera e la frangetta spettinata. E magari un'altra donzella al fianco per far ingelosire Mary Jane, come l'ingenua compagna di banco Gwen Stacy, interpretata dalla Bryce Dallas Howard che fu “Lady in the Water” per Shyamalan. Il destino vuole che la bella biondina di turno sia, però, la fidanzata del gelosissimo e vendicativo Eddie, collega e rivale di Peter ma anche di Spiderman, non appena sarà in possesso del suo symbiote. Della serie: i nemici non finiscono mai. Per fortuna c'è sempre la nonna, premurosa dispensatrice di pillole di saggezza: “Fai la cosa più difficile, Peter. Perdona te stesso”. Già, perché oltre ai sopraccitati tre nemici (Gobelin Jr/Harry, Uomo Sabbia e Eddie/Venom), Spiderman dovrà affrontarne un altro, ancora più difficile da sconfiggere: se stesso.
Con l'ambizione di affrontare questioni complesse come la doppiezza dell'animo umano, la sete di vendetta, il senso del perdono, il valore dell'amicizia, l'amore coronato in matrimonio e, ciliegina sulla torta, l'immenso tòpos della scelta giusta, il film di Sam Raimi affonda in un superficiale buonismo straripante, con scene madri distribuite in successione interminabile (da metà film in poi, ogni scena è un gran finale) e troppi pianti. Resta il gusto di assistere alla metamorfosi (purtroppo solo momentanea) del protagonista, rispetto al suo profilo nei ben più illustri e dignitosi predecessori (ovvero “Spiderman”, dello stesso regista, e il notevole “Spiderman 2” ).
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