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elektra
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« il: Settembre 12, 2007, 08:37:10 pm » |
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Poveri calciatori. Tra gli scandali del calcio degli ultimi anni, le polemiche di ogni tipo e l’inflazione che colpisce anche loro, adesso vengono messi alla berlina, ancora una volta, per gli stipendi troppo alti. E impazzano le polemiche. Guadagnano troppo, è scandaloso essere pagati così tanto per tirare calci ad un pallone, i club potrebbero spendere meglio questi soldi devolvendoli in beneficenza, hanno talmente tanti soldi che non sanno come spenderli, non è un lavoro quello del calciatore…dovrebbero andare a zappare la terra e a faticare veramente. Basta navigare in internet per trovare commenti di ogni genere (quasi tutti comunque sullo stesso tono) di gente “normale” che guadagna circa 1000 euro al mese e davanti a queste cifre da capogiro non riesce a farsene una ragione.
La Gazzetta dello Sport ha reso pubblici ieri i 494 stipendi dei calciatori di Serie A. E inevitabilmente oggi si torna a parlare dello “scandalo” degli ingaggi troppo alti. Le squadre di calcio della serie A spendono ogni anno quasi 700 milioni di euro per mantenere i loro giocatori. E si va dai 120 milioni annuali del Milan agli appena 11 milioni del Cagliari, passando per i 96,9 milioni della Juventus e i 30 milioni della Fiorentina. Qualche nome con relativo contratto? Il più pagato è Kakà, considerato il “Paperone” della massima serie italiana con 6 milioni di euro. Ma c’è anche chi, come Mancosu del Cagliari, prende soltanto 40.000 euro all’anno. Pochissimo se comparato ai grandi: Adriano, Ibrahimovic, Vieira e Buffon 5 milioni, Totti 5,46, Del Piero 4,8… solo per citarne alcuni.
Ad ogni modo, se si escludono Roma, Juventus, Inter e Milan, gli ingaggi delle altre squadre sono nettamente inferiori: nella Fiorentina il più pagato è Frey, con 1,5 milioni; nella Sampdoria Cassano con 1,2 milioni; nel Napoli Zalayeta con 800.000 euro; nella Lazio Baronio con 750.000 euro; fino ad arrivare al Cagliari, dove il più pagato, Conti, prende appena 350.000 euro all’anno. Cifre che fanno pensare lo stesso, pensando che un lavoratore medio prenderà circa 20.000 euro all’anno. Ma i calciatori che colpa ne hanno? Devono allenarsi tutti i giorni, rischiano problemi fisici ad ogni partita, non possono girare per le strade senza essere fermati in continuazione, pagano le tasse come tutti e come tutti hanno visto i loro stipendi “ridursi” con l’introduzione dell’euro, la loro carriera dura 10/15 anni, e poi?
I calciatori sono sempre sotto gli occhi di tutti e vengono criticati per gli ingaggi d’oro, ma allora bisognerebbe pensare anche agli stipendi dei politici, degli attori, delle modelle o degli altri sportivi. Ma per quanto riguarda i calciatori, appena sbagliano qualcosa, gli viene subito rinfacciato, da parte dei tifosi, di prendere stipendi altissimi e di non impegnarsi abbastanza. Il vero problema è che molto spesso le società di calcio non possono permettersi tali ingaggi, ma continuano ad indebitarsi per non perdere i loro calciatori migliori. Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha sottolineato proprio questo problema, sostenendo “contratto da abbassare o chiudiamo” e proponendo “stipendi finalizzati ai risultati raggiunti”. Come a dire: se giochi bene, ti ricompenserò bene. Altrimenti prenderai uno stipendio da impiegato normale.
Ma a tali condizioni siamo sicuri che i calciatori accetterebbero di continuare a giocare? In fondo con uno stipendio da semplice impiegato come potrebbero darsi alla bella vita, andare in vacanza in Costa Smeralda, girare con macchine costose e togliersi ogni sfizio? Non sono tutti come Damiano Tommasi che un paio di anni fa rinnovò il suo contratto con la Roma al minimo sindacale: 15.000 euro all’anno. E i tifosi cosa ne pensano? Tutti d’accordo sul ritenere gli stipendi veramente troppo alti o c’è anche chi pensa che invece siano adeguati per la vita di “sacrifici” che i calciatori devono affrontare?
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