Roma è la capitale della Repubblica Italiana, nonché il capoluogo della Regione Lazio e della provincia di Roma. Con i suoi 2.550.571 abitanti al 31 maggio 2006 secondo stime ISTAT (ma incomprensibilmente presso l’Anagrafe del Comune risultano più di 2.817.000 iscritti nel 2005) e i suoi 1.285 kmq è il comune più popoloso e più grande d’Italia.
Conosciuta universalmente come l’Urbe o la Città eterna, Roma sorge sulle rive del fiume Tevere; l’abitato originario si sviluppò sulle colline che fronteggiano l’ansa nella quale sorge l’isola Tiberina, unico guado naturale del fiume. 
Il nucleo centrale e storico della città è costituito dai famosi sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio. Oltre ai sette colli storici, nella città odierna sono compresi diversi altri rilievi, fra cui Monte Mario, il Gianicolo, il Pincio, i Monti Parioli, Monte Sacro e Monte Verde.
Roma è attraversata anche da un altro fiume, l’Aniene, che confluisce nel Tevere nella zona settentrionale del territorio urbano.
La formazione della città si può considerare conclusa con i grandi interventi urbanistici degli ultimi tre re di Roma, sotto i quali la città si sviluppa come centro urbano etrusco: in particolare la bonifica dell’area del Foro Romano mediante la costruzione della Cloaca Massima permise la creazione del centro politico, religioso e amministrativo della città, suddivisa in quattro regioni e dotata della prima cinta di mura.
Dopo il 390 a.C., a seguito delle incursioni dei Galli, si ebbe la costruzione di una nuova cinta (le cosiddette mura serviane). A partire dal II secolo a.C. si moltiplicarono le costruzioni di nuovi edifici, che progressivamente venivano inseriti in piani urbanistici coerenti da parte dei personaggi che dominavano la storia politica e intendevano celebrare il proprio nome.
Il fenomeno si accentuò ulteriormente nei primi due secoli dell’Impero romano, ad opera degli imperatori (Fori Imperiali, edifici pubblici grandiosi e splendidamente decorati come terme, teatri, anfiteatri, templi).
Dopo la crisi del III secolo, che vide un quasi completo arresto dell’attività edilizia (con la significativa eccezione della costruzione delle mura aureliane), una ripresa si ebbe in età tetrarchica.
A partire dagli inizi del IV secolo, gli imperatori divenuti cristiani, eressero le grandi basiliche cristiane (San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme, costantiniane, e Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura nel V secolo)
Basilica di San Pietro in Vaticano
- Prende la sua forma attuale dal Rinascimento e dal Barocco. Il suo altare principale si trova nel punto in cui, a seguito di scavi effettuati nel XX secolo, è stata trovata la tomba di San Pietro. Tra gli architetti che hanno costruito la chiesa nella sua forma attuale ci sono Raffaello, Michelangelo e Bramante.
Basilica di San Paolo fuori le mura 
- Si erge sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell’apostolo Paolo, al centro di una antica locanda sulla strada per Ostia, la Via Ostiense. L’edificio risale al IV secolo e fu ricostruito dopo l’incendio del 1823
Basilica di San Giovanni in Laterano 
- Fu fondata da Costantino come la principale chiesa di Roma. Fu barocchizzata da Francesco Borromini. Fino al 1309 accanto alla Basilica si trovava la residenza dei Papi i cui resti sono ancora visibili nella cappella Sancta Sanctorum e alla Scala Santa. Fino al XIX secolo tutti i Papi furono incoronati in Laterano. Accanto alla Basilica è situato il Palazzo del Laterano. È la cattedrale della diocesi di Roma.
Basilica di Santa Maria Maggiore
- Fu fondata da Papa Liberio nel posto attuale, dove la notte del 4 agosto 352 aveva nevicato. Questo miracolo fu interpretato dal Papa con il desiderio della Madonna che fosse costruita una chiesa nel posto del miracolo. Il 5 agosto viene ancora celebrata la Neve di Maria. In questa occasione nevicano bianchi petali dal tetto della chiesa, che sono raccolti dai pellegrini e portati ai malati. Famoso è il mosaico che risale alla costruzione dell’edificio attuale sotto papa Sisto III nel 440. Inoltre, la chiesa ospita la famosa immagine Salus Populi Romani e diverse tombe di importanti Pontefici Romani. Presso l’altare principale c’è, sotto una semplice lastra, la tomba di Bernini. Il suo campanile è il più alto di Roma
Fontane monumentali
Cominciamo con alcune delle più grandi, magnifiche e più importanti fontane di Roma. Alcune di queste fontane costituiscono il punto terminale (la “mostra”) di uno degli undici grandi acquedotti che una volta rifornivano l’antica Roma di acqua. Nell’antichità gli acquedotti terminavano in un Ninfeo, un tempietto dedicato ad una Ninfa. Agli inizi dell’era moderna al loro posto furono fatte costruire, soprattutto dai papi, pompose Mostre, espressione del loro potere. Gli esempi più noti sono la fontana di Trevi e quella del Mosè detta anche dell’Acqua Felice.
- La fontana del Mosè o Fontana dell’Acqua Felice, situata in Piazza San Bernardo è il punto terminale dell’acquedotto Aqua Felix, dal nome del Papa Sisto V, Felice Peretti. Vi è rappresentato un Mosè che fa sgorgare l’acqua dalle rocce.
- L’incrocio tra Via delle Quattro Fontane e Via del Quirinale (che dopo l’incrocio prende il nome di Via 20 Settembre), al sommo della prospettiva tra Santa Maria Maggiore e Trinità dei Monti, è decorato ai quattro angoli dalle Quattro Fontane volute da Sisto V, che danno il nome alla via.
- In cima al Gianicolo, in posizione straordinariamente panoramica, c’è il Fontanone, appunto, del Gianicolo. Voluto da papa Paolo V all’inizio del XVII secolo, come mostra terminale del ripristinato acquedotto di Traiano, le colonne che lo ornano provengono dalla basilica antica di San Pietro.
- Piazza San Pietro è decorata da due grandi fontane i cui getti cadono in due grandi tazze monolitiche di granito orientale ricavate da monumenti romani.
- Tra le non molte fontane monumentali moderne va notata la Fontana delle Naiadi, in Piazza della Repubblica, costruita nel 1901 da Mario Rutelli per fornire una prospettiva monumentale alla allora elegantissima via Nazionale, che collegava la stazione Termini a piazza Venezia.
I Fori Imperiali costituiscono una serie di piazze monumentali edificate nel corso di un secolo e mezzo (tra il 46 a.C. e il 113 d.C.) nel cuore della città di Roma dagli imperatori.
Di essi non fa invece parte il Foro Romano, ossia la vecchia piazza repubblicana, la cui prima sistemazione risale all’età regia (VI secolo a.C.) e che era stato per secoli il centro politico, religioso ed economico della città. Nonostante i molti nuovi edifici e le ricostruzioni di quelli più antichi, e nonostante i molti monumenti che lo andarono abbellendo, il Foro Romano non ebbe mai un carattere unitario. Sotto Cesare e Augusto, la costruzione della Basilica Giulia e il rifacimento della Basilica Emilia, che delimitavano i lati lunghi della piazza, diedero tuttavia al Foro una certa regolarità.
Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è un anfiteatro della Roma antica, con tutta probabilità il più famoso al mondo; era in grado di contenere 50.000 spettatori e veniva usato per gli spettacoli gladiatori.
L’edificio forma un’ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 188 m x 156 m. L’arena all’interno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 m². L’altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m.
La sua costruzione iniziò sotto l’Imperatore Vespasiano, nel 72 d.C. circa, probabilmente finanziato, come altre opere pubbliche del periodo, con il bottino della conquista di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C.
L’edificio venne inaugurato dal figlio e successore di Vespasiano, Tito, nell’80 d.C. Poco dopo Domiziano operò importanti modifiche e realizzò i sotterranei dell’arena: dopo il completamento dei lavori non fu più possibile tenere nell’anfiteatro delle “naumachie” (rappresentazioni di battaglie navali), che invece le fonti riportano per l’epoca precedente.
L’edificazione avvenne nell’area occupata dai giardini della Domus Aurea di Nerone, costruita dopo il grande incendio di Roma del 64. L’operazione servì alla restituzione ad uso pubblico degli spazi cittadini privatizzati da Nerone. Nel punto in cui sorse l’edificio si trovava un laghetto (lo stagnum citato dal poeta Marziale).
Contemporaneamente all’anfiteatro vennero costruiti alcuni edifici di servizio per i giochi: i ludi (caserme e luoghi di allenamento per i gladiatori, di cui conosciamo il Magnus, il Gallicus, il Matutinus e il Dacicus), la caserma del distaccamento dei marinai della flotta di Miseno adibiti alla manovra del velarium (Castra Misenatium), il Summum Choragium e gli Armamentaria (depositi delle armi e delle attrezzature), il Sanatorium (luogo di cura per le ferite dei combattimenti) e lo Spoliarum o spogliatoio.
Nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Dopo l’uccisione di questo imperatore la statua venne rimodellata per raffigurare Sol Invictus il dio del Sole, aggiungendo l’appropriata corona solare. Il Colosso venne quindi spostato dalla sua originale collocazione per far posto al tempio di Venere e Roma sotto Adriano. Il sito del basamento della statua colossale dopo lo spostamento è attualmente segnato da un moderno basamento in tufo.
Piazza Barberini
- A cavallo tra il colle Quirinale e gli Horti Sallustiani, prende il nome dal Palazzo Barberini che vi si affaccia, anche se l’ingresso del palazzo, terminato di costruire nel 1625 su commissione del cardinale Francesco Barberini, è posto in Via delle Quattro Fontane.
Piazza Bocca della Verità
- Posta nell’antica zona del Foro Boario, proprio davanti all’Isola Tiberina, prende il nome dalla Bocca della Verità, oggi collocata nel portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin.
Piazza del Campidoglio
- La trapezoidale Piazza del Campidoglio sul colle omonimo, fu progettata nella forma attuale da Michelangelo, compresa la stella, che è disegnata sul pavimento con il marmo bianco. Al centro della piazza si trova una copia della statua equestre dell’Imperatore Marco Aurelio: l’originale si trova nel nuovo Giardino Romano costruito all’interno dei Musei Capitolini.
Campo de’ fiori
- A Campo de’ fiori, non lontano da Piazza Farnese, è ospitato dal 1869 un mercato di generi alimentari. In precedenza aveva ospitato rappresentazioni, corse di cavalli ed esecuzioni capitali. Inoltre Campo de’ Fiori è l’unica grande piazza di Roma senza chiese.
Piazza Colonna
- Con la sua colossale Colonna dell’Imperatore Marco Aurelio, concentra la Roma politica. Palazzo Chigi è la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e subito accanto si trova Palazzo Montecitorio, la sede della Camera dei Deputati.
Piazza Farnese
Piazza della Minerva
- Davanti alla chiesa Santa Maria sopra Minerva ospita una piccola preziosità: l’Elefantino di Bernini con l’obelisco sulla schiena, il Pulcino della Minerva.
Piazza Navona
- Si trova nel posto dove l’imperatore Domiziano aveva fatto costruire uno stadio per le corse dei carri. La forma della piazza corrisponde alla forma allungata dello stadio. Tre fontane barocche ornano la piazza: la Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini al centro e la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno vicino alle estremità.
Piazza del Popolo 
Piazza del Quirinale
- La sede del Presidente della Repubblica si trova al Quirinale. Dalla Piazza del Quirinale, una volta detta piazza di Monte Cavallo, che si trova davanti al Palazzo del Quirinale si ha un bel panorama sui tetti di Roma. Al centro della piazza un obelisco con le statue di Castore e Polluce.
Piazza dell’Esedra o Piazza della Repubblica
- Il colonnato semicircolare di Piazza della Republica corrisponde alla Forma delle terme di Diocleziano, che si trovavano qui. La Fontana delle Naiadi che si trova qui fu costruita nel 1885. La chiesa Santa Maria degli Angeli fu costruita da Michelangelo nelle rovine delle terme.
Piazza della Rotonda
- È l’impressionante spazio davanti al Pantheon, e prende il nome dal soprannome dato dai romani al monumento (la Ritonna). Sulla piazza si trova una fontana con uno degli Obelischi di Roma.
Piazza San Pietro
- È una delle piazze più famose del mondo, ed è situata davanti alla Basilica di San Pietro, culla dello spirito del primo Papa, l’apostolo e martire Pietro, luogo di pellegrinaggio quotidiano per migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo. Si trova nella Città del Vaticano, la città-stato in cui ha sede lo Stato Pontificio, nel cuore del centro storico di Roma, sulla sponda orientale del Tevere.
Piazza di Spagna
Largo di Torre Argentina
- Situata nell’antica zona di Campo Marzio che ospita quattro templi romani risalenti all’età della Repubblica.
Piazza Venezia 
- Si trova tra Via dei Fori Imperiali e Via del Corso, tutte mete obbligate di una visita nella capitale. In questa piazza è stato eretto agli inizi del Novecento il Vittoriano, monumento a Vittorio Emanuele II, spesso erroneamente identificato con l’Altare della Patria
L’idioma utilizzato comunemente dalla popolazione è il romanesco, che come la maggior parte dei dialetti italiani non ha alcuna ufficialità.
Il romanesco, come tutte le lingue, si è evoluto negli anni (Giuseppe Gioachino Belli, nella prima metà dell’Ottocento, usa forme linguistiche che non vengono utilizzate da Trilussa all’inizio del Novecento). Questa evoluzione non ha alterato in profondità il dialetto almeno fino ai primi anni Cinquanta, a partire dai quali Roma ha iniziato ad essere meta di forti migrazioni dalle altre regioni italiane. Il dialetto ha subito da allora contaminazioni, soprattutto dall’italiano, evolvendosi nella parlata che si può ascoltare oggi: il cosiddetto “romanesco moderno”.
Ormai il romanesco del Belli è quindi scomparso, e il dialetto corrente ha perso larga parte delle sue parole e modi di dire a favore dell’italiano. In ogni modo, sui suoi resti si è sviluppato un dialetto che, se utilizzato correttamente in tutte le sue caratteristiche più tipiche, conserva freschezza e vivacità, aspetti di cui i romani vanno fieri. La forte immigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta, oltre a riflettersi sul linguaggio, ha cambiato la composizione demografica cittadina: al “romano de Roma” da diverse generazioni, si sono affiancati i nuovi arrivati. Ciò fa sì che nelle famiglie di oggi più che il romanesco si tenda a parlare l’italiano, con influenze dialettali più o meno forti a seconda dei casi.
Postato da Elektra -
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