Archive for the 'Attualità' Category

Un profumo contro l’AIDS

Giovedì, Febbraio 22nd, 2007

Può un profumo combattere l’AIDS? Sì, se è la nuova fragranza Rougeberry firmata da The Body Shop e MTV! E’ un profumo sensualissimo, mix di mirtillo, more e sandalo, e si trova in edizione limitata in tutti i negozi The Body Shop. Una parte del ricavato della vendita di ogni fragranza sarà devoluta alla MTV Staying Alive Foundation, che da anni si occupa della prevenzione dell’AIDS. Correte a comprarlo!

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SOS Ritardo

Giovedì, Febbraio 22nd, 2007

Non ti vengono le mestruazioni e temi di essere incita?
Calma, ci sono mille motivi per cui puoi avere un ritardo: stress, affaticamento, sbalzi ormonali, ecc. Ma se il ritardo è almeno di una settimana, e sei sempre stata puntuale, compra in farmacia un test di gravidanza. Meglio ancora chiedi l’impegnativa al tuo medico per fare un test di gravidanza in un laboratorio di analisi pubblico (in un privato il costo medio è di 15.00 euro).
Se risulta positivo e quindi sei incinta, consulta il tuo medico di fiducia e poi un ginecologo. Oppure, rivolgiti al consultorio di zona della tua città. Lì troverai “sportelli” con orari speciali per adolescenti e potrai prenotare una visita ginecologica e avere tutte le informazioni necessarie. Nel caso, troverai anche un supporto psicologico.

Bersani: Basta con i costi sulle ricarica!

Sabato, Febbraio 3rd, 2007

Anche se in maniera un pò tardiva il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani dice basta ai costi per le ricariche telefoniche. Gli operatori telefonici (Tim, Vodafone, Wind e Tre) incassano da sempre una “tassa” senza averne diritto. Il monito del ministro dovrebbe presto tramutarsi in un disegno di legge volto alla liberalizzazione del mercato delle ricariche. L’ incasso sicuro e indebito da parte degli operatori ha sempre evitato una piena e totale concorrenza. Da sempre assistiamo alla battaglia su tariffe e promozioni, a colpi di spot zeppi di calciatori e belle donne, ma quando si tratta di ricariche, i gestori sono sempre stati unanimi nel mantenere invariati i costi. Sarà un caso o Tim, Vodafone, Wind e Tre hanno deciso a priori di non farsi la guerra su questo fronte e guadagnare sulle spalle dei più deboli? Usiamo il termine “deboli” perchè dai dati presentati da Bersani si evince la strategia degli operatori: chi ha meno paga di più. Le categorie più vessate sono quelle dei giovani e dei pensionati, che a fronte di 3 euro di traffico acquistato, versano un quarto euro come costo dell’operazione. Studenti e anziani sono molto più vulnerabili di chi può permettersi una ricarica da 250 euro, pagandone solo 5 di costo.

Per ora gli operatori incriminati nicchiano e si giustificano dichiarando che quelli imposti sono solo i costi necessari a sostenere e offrire il servizio di ricarica. La “balla” non regge, visto che la maggior parte delle ricariche vengono fatte online, tramite i centri assistenza degli operatori, o le carte prepagate. Solo una minima quantità delle ricariche vengono effettuate tramite bancomat, carta di credito o negozi abilitati (tabaccai perlopiù) e solo in questi casi sarebbe forse giustificato un “balzello”. Si comincia a delineare una vittoria del fronte dell’ “abolizione“, da tempo sostenuto vivacemente dal giovane campano Andrea D’Ambra, promotore della petizione contro i costi di ricarica ( www.aboliamoli.eu ). Grazie a lui sono intervenute sul caso la Commissione Europea e successivamente le Authority Antitrust ed Agcom. Oltre 800 mila persone hanno già aderito all’iniziativa, tanto da attirare anche le simpatie di Beppe Grillo. D’Ambra lancia l’affondo finale agli operatori: “Vogliamo il rimborso di tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi consumatori e andremo fino in fondo su questa strada dopo l’abolizione di questa tangente con la quale gli operatori di telefonia mobile italiani hanno guadagnato 1,7 miliardi di Euro soltanto nell’ultimo anno”.

Piange il telefono“… cantava Modugno. Speriamo che di qui in avanti saranno i gestori a versare qualche lacrima e non solo noi clienti, che finora abbiamo pagato senza opporci alla solita anomalia tutta Italiana, visto che nel resto d’Europa sono ben pochi i gestori ad imporre costi del genere.

Spaventoso consumo di cocaina in Italia

Sabato, Febbraio 3rd, 2007

In Italia “c’è un consumo gigantesco di cocaina, una spaventosa domanda di cocaina”. E’ quanto dichiarato ieri a Napoli dal ministro dell’Interno Giuliano Amato.
Un’affermazione che conferma tutti i precedenti allarmi lanciati dalle istituzioni pubbliche e dagli operatori privati che cercano di contrastare la piaga delle tossicodipendenza nel nostro paese.
Ma il discorso di Amato non si è fermato qui, e il ministro ha pronunciato frasi destinate a far discutere: “Non si può chiedere alle forze dell’ordine di contrastare se c’è una tale domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti, dagli italiani giovani adulti”. Siamo forse di fronte a un’ammissione di impotenza delle forze dell’ordine contro il narcotraffico? Oppure è stato solo il riconoscimento di come le politiche repressive possano fare poco per sconfiggere l’uso di stupefacenti?

Di sicuro c’è il fatto che, con il cambio di governo, siano maggiormente rappresentate le idee di chi non condivide le politiche proibizioniste.

amato_cocaina3ok.jpgPerò le parole di Amato sono troppe vaghe per far intravedere un’evoluzione della legislazione in fatto di droga che ci faccia avvicinare alle politiche liberali di paesi come l’Olanda e la Svizzera.

La speranza, come sempre, è che dopo le ammissioni di fallimento si passi ad un’analisi più approfondita dei fenomeni.
Perché le politiche proibizioniste non riescono a contrastare efficacemente la circolazione di droga nel nostro paese?
E soprattutto: Perché c’è una tale richiesta di cocaina, come di altri stupefacenti, non solo tra i ceti marginali della società, ma tra onesti lavoratori, professionisti affermati, giovani e meno giovani?

Il consumo di droga è un problema grave e da affrontare con la massima serietà. Nessuna persona dotata di un minimo di coscienza può infatti affermare che le droghe non abbiano serie ripercussioni, fisiche e psichiche, sulla vita delle persone.
Però, quando lo stesso ministro dell’Interno ci dice che sono i comuni cittadini ad essere consumatori abituali di stupefacenti e che la penetrazione della droga nella vita di tutti i giorni è tale da rendere impossibile il lavoro di contrasto, ci si pone inevitabilmente delle domande.
Perché non fare in modo che queste persone siano sottratte alla contiguità con le organizzazioni criminali che gestiscono i traffici?
Perché non accertarsi, con seri controlli inquadrati all’interno di un regime di liberalizzazione, della qualità della droga consumata?
Non si salveranno forse dalla tossicodipendenza, ma almeno si impedirà a questi cittadini di morire a causa dell’assunzione di sostanze mescolate a sostanze nocive o di pessima qualità.

Secondo le stime recenti, il numero dei consumatori giovanissimi è in continua crescita. Sarebbero sette italiani su cento, tra i 14 e i 54 anni, ad aver fatto uso di cocaina almeno una o più volte nella vita. Il 15% di coloro che si rivolgono ai Sert chiede di essere aiutato proprio per disintossicarsi dalla cocaina.

Non è un mistero che la cocaina, come le altre droghe, sia presente nella vita quotidiana di persone rispettabilissime.
Come non è un mistero che essa causi una gravissima forma di dipendenza fisica e psicologia.

La risposta per tutti e due gli aspetti del fenomeno è forse nel riconoscimento della realtà.
Con la droga si vive. Con la droga si conduce una lotta per liberarsene. Con la droga si muore.

Quali che siano le nostre opinioni personali e morali sul consumo di droga, facciamo uscire dall’illegalità chi sceglie di drogarsi, impediamogli di finanziare gli affari delle organizzazioni criminali.
Impediamo, con sempre più efficaci campagne di prevenzione, che i più giovani vedano nella droga un modo per evitare i propri problemi, per divertirsi o per essere “cool”.
Mettiamo i soldi nelle strutture che possono aiutare le persone a uscire dalla tossicodipendenza.
Non aiutiamo la droga a uccidere ancora di più: controlliamo cosa viene assunto, per lo meno per ridurre il danno di ciò che verrebbe lo stesso consumato.

Ciò che verrebbe lo stesso consumato. Non lo dice un pennivendolo qualunque. Lo dice un ministro della Repubblica.

Scusa ma ti chiamo amore: il ritorno di Moccia

Venerdì, Febbraio 2nd, 2007

opo lo strepitoso successi dei suoi primi due romazi, Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te, è in arrivo nelle librerie di tutt’Italia l’ultimo l’ultimo libro di Federico Moccia,
Scusa ma ti chiamo amore
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Per presentare il suo nuovo romanzo Federico Moccia partirà da Milano il 7 febbraio, giorno dell’uscita del libro, e nei giorni successivi sarà a Bologna, Verona, Napoli e infine Roma, dove il viaggio si concluderà il 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Per il lancio della sua ultima fatica editoriale, Federico Moccia ha però voluto qualcosa di più delle tradizionali presentazioni in libreria.
E’ stato infatti indetto un concorso per tutte le appassionate lettrici di romanzi d’amore che abbiano voglia di cimentarsi con la composizione letteraria: le 30 vincitrici saranno con Federico Moccia sul bus “scusamatichiamoamore”.

Per partecipare al concorso basta scrivere un pensiero che contenga le parole FARO, AMORE, SOLITUDINE, FELICITA’, in ordine libero, e compilare e inviare entro il 2 febbraio 2007 i moduli che si trovano sul sito www.scusamatichiamoamore.it.
Federico sceglierà 30 frasi e alle ragazze che le hanno scritte sarà comunicato il punto segreto della città in cui saliranno a bordo.

Il concorso non è però l’unico appuntamento per le lettrici e i lettori di Federico Moccia.
Lunedì 6 febbraio, infatti, a partire dalle ore 21, con un giorno di anticipo rispetto alla regolare uscita, chi andrà nelle librerie che saranno straordinariamente aperte per l’occasione (l’elenco si trova sul sito www.scusamatichiamoamore.it), potrà avere una copia del libro in edizione speciale firmata dall’autore.
Il 6 febbraio , dalle ore 13 alle 15, Federico Moccia sarà in diretta nazionale su RTL ospite degli Zero Assoluto nella Suite 102.5 e dalle ore 22 alle 23 in Miseria e Nobiltà risponderà a tutti i suoi lettori (con sms al 349 349 1025 o chiamando allo 02 25 15 15).
La sera, dalle ore 20 alle 21, sarà in videochat, sempre in diretta, con Valeria Palumbo, sui siti: www.scusamatichiamoamore.it; www.24sette.it e community.rossoalice.alice.it moccia_1.jpg

Per chi vuole incontrare Federico durante le tappe del tour, dal 7-14 FEBBRAIO, ecco il programma:

  • Milano 7 febbraio, ore 18.00, Libreria Rizzoli, Galleria Vittorio Emanuele II, 79
  • Bologna 10 febbraio, ore 18.00, Il Pianeta, Via Larga, angolo via Scandellari
  • Verona 11 febbraio ore 18.00, Auditorium del Palazzo Gran Guardia, Piazza Bra
  • Napoli 13 febbraio, ore 18.00, Libreria Treves, Colonnato San Francesco di Paola, piazza del Plebiscito
  • Roma 14 febbraio ore 18.00, Libreria Notebook all’Auditorium, via Pietro de Coubertin 30

La Cassazione scagiona chi “scarica” musica e video

Lunedì, Gennaio 22nd, 2007

La sentenza emessa della Corte di Cassazione lo scorso 9 gennaio (n.149/2007), stabilisce la non colpevolezza di due studenti che avevano creato, gestito e curato la manutenzione di una rete peer to peer presso il Politecnico di Torino. Con tale decisione, i giudici della Suprema Corte annullano la condanna a 3 mesi e 10 giorni di reclusione inflitta ai due giovani dalla Corte di Appello di Torino, per violazione della legge sul diritto d’autore.

La notizia della sentenza ha suscitato un coro di giubilo tra il popolo di Internet: è dunque finalmente possibile scaricare da Internet, senza tema di incorrere in sanzioni, musica, video, software e quant’altro, in barba alle odiose leggi che tutelano il copyright?
Al gaudio diffuso, tuttavia, si sono presto affiancate le voci di chi mette in guardia l’incauto navigatore e invita a non cantar vittoria troppo presto. Il fatto incriminato risale al 1999, quando la legge Urbani, approvata dal Consiglio dei ministri nel 2004 (che modifica la legge 633/41), non aveva ancora messo in atto il giro di vite sui download che eludono il bollino Siae e che alimentano, secondo la Società Italiana degli Autori ed Editori, un mercato “sommerso” di 600 milioni di euro.

L’avvocato Renato D’Andrea, specialista in diritto industriale e d’autore, ci chiarisce i termini della questione:
«E’ una tipica sentenza che fa molto fumo, ma con poco.. arrosto.
Il caso è essenzialmente incentrato su una vicenda di illecita duplicazione di software, che non è in realtà quanto praticano i (tanti) “scaricatori” di opere dal web.
In merito al giudizio sulla legittimità del download “nudo e crudo”, inoltre, la sentenza ha importanza limitata, in quanto inerente a fatti accaduti prima”dell’entrata in vigore della normativa più aggiornata in materia (Legge 248/2000, Direttiva Europea 29/2001/CE, legge Urbani, legge 43/2005).

La sentenza ha quindi solo ribadito che non può configurarsi “fine di lucro” (nell’accezione che dà luogo alle sanzioni penali più rilevanti) nei casi in cui il download non è preordinato ad atti di commercio dell’opera scaricata: ma questo si sapeva già, e non fa venir meno le sanzioni minori che sono comunque previste per chi “scarica” nelle quattro mura domestiche (sanzione amministrativa ex ‘art. 174-ter l.d.a.), e quelle più gravi previste per chi si avvale di siti che mettono in condivisione opere protette (artt. 171 bis e 171 ter)».
Ma il recente giudizio dei Giudici supremi non può suggerire un nuovo orientamento, più “tollerante”, verso i reati commessi - senza scopo di lucro - dagli utenti finali? 

«Tutt’altro» chiosa l’avvocato D’Andrea «Proprio nel diritto dei marchi registrati, sta montando un indirizzo giudiziale che sempre più spesso sanziona il comportamento di privati che - certo non per motivi di lucro, ma di semplice risparmio - acquistano “deliberatamente” prodotti non originali, cioè contrassegnati da marchi contraffatti. E in un campo come quello qui in esame, in cui conta molto l’interpretazione soggettiva dei Giudici, occorre tener  debito conto di questo orientamento.
Non è dunque corretto sostenere che “scaricare” dal web opere protette non sia vietato: tantomeno questo può dirsi alla luce della sentenza n.149/2007 della Cassazione.»

(tratto da Alice.it)

Saldi: attenti alle bufale

Venerdì, Gennaio 5th, 2007

L’Epifania tutte le feste si porta via, ma dà il via libera alla stagione dei saldi. Ecco l’occasione per regalarsi finalmente il capo di cui avevamo bisogno o desiderio e che, ovviamente, non abbiamo trovato sotto l’albero come strenna. Ma i saldi, oltre ad essere il momento ideale per acquistare a buon prezzo un cappotto o un paio di scarpe, sono anche il caso in cui è più che mai vero il detto “non è tutto oro quello che luccica”: come ricorda l’Adoc, il buon affare, almeno nel 15% dei casi, si dimostra una fregatura.

Secondo uno studio condotto dall’Associazione su un campione di 500 consumatori, infatti, il rischio di prendere una “bufala” è ancora troppo alto. “I consumatori - spiega Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc  - durante l’ultima sessione dei saldi sono stati scoraggiati dai prezzi, alti nonostante gli sconti (25% delle risposte). Ma c’è anche una buona fetta di cittadini (23%) che ha ammesso di aver acquistato un prodotto ad un buon prezzo senza poi utilizzarlo. Solo il 21% ritiene di aver fatto un affare, mentre rispettivamente il 16 e il 15% dei cittadini ha rivelato a malincuore di aver comprato un prodotto inutile o peggio di aver preso una bufala”.  Proprio per cercare di evitare spiacevoli sorprese, l’Adoc ha predisposto un vademecum anti-fregatura, con cui il consumatore può evitare truffe e imbrogli, o almeno riconoscere le situazioni poco trasparenti.

1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Il fatto nuovo è poi che non c’è più bisogno, come stabilito dall’art. 1495 del codice civile, di denunziare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta”. Il Decreto legislativo n. 24/2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”.
2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Meglio dunque stare lontani dai negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli, magari in tutte le taglie e i colori.

3) Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. A volte basta un giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
4) Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete
meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
5) Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.
6) Meglio servirsi nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare la convenienza dell’acquisto.
7) In negozio e in vetrina sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere
inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). La merce in saldo deve essere separata in modo inequivocabile da quella “nuova” e a prezzo pieno.
8) La prova dei capi non è d’obbligo, ma è rimessa alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9) Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi.
10) Chi, nonostante tutto, pensa di aver preso una fregatura, può rivolgersi all’Adoc oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.
 

 

Stelle di Natale contro la leucemia

Martedì, Novembre 28th, 2006

Torna l’appuntamento con la solidarietà per chi soffre di leucemia e linfomi che l’Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie e Mieloma), sotto l’Alto Patronato della Presidenza della repubblica, propone in 3500 piazze italiane. Oltre 800.000 Stelle di Natale sono pronte per chi verserà un contributo minimo associativo. Tutte le “Stelle dell’Ail” sono caratterizzate da un involucro a forma di cono con il logo dell’associazione. Ad ogni sostenitore è anche destinato un opuscolo in cui si illustra l’attività dell’associazione.

 

La manifestazione ha permesso in questi ultimi anni, grazie alla generosità dei cittadini, di raccogliere fondi destinati al finanziamento di progetti di assistenza e di ricerca di alto valore scientifico e sociale.

Ha contribuito, inoltre, a sensibilizzare costantemente ed ampiamente l’opinione pubblica alla lotta contro le emopatie maligne. In questo senso i fondi raccolti con la manifestazione “Stelle di Natale” verranno utilizzati per finanziare la ricerca scientifica, milgiorare la qualità dell cure, consinurae nella realizzazione di strutture di accoglienza per i pazienti e collaborare al servizio di assistenza domiciliare ai malati, garantendo loro il calore dell’ambiente familiare.

Recarsi in una delle 3.300 piazze italiane nei giorni 8, 9, 10 dicembre significa, quindi, rafforzare un grande impegno sociale e di solidarietà da parte di tutti. Aderire all’iniziativa è semplice; per conoscere quali sono le 3.500 piazze con le Stelle di Natale si può chiamare il 06/70386013 o visitare il sito www.ail.it. E’ inoltre sempre attivo il numero verde “Ail problemi ematologici” 800-226524 dove chiunque può avere informazioni sui centri di trattamento in Italia e sulle malattie in esame.           orig_c_0_articolo_230940_immagine.jpg

 

(TRATTO DAL TGCOM)

Gb, esplode la Take That mania

Lunedì, Novembre 27th, 2006

I fan, quelli veri, perdonano sempre. Così i “Take That“, infranti i cuori di migliaia di adolescenti dieci anni fa, quando si sono sciolti all’improvviso, sono tornati col primo singolo, “Patience” e hanno riconquistato la vetta delle classifiche britanniche. Dopo un tour che ha registrato il tutto esaurito, Howard Donald, Mark Owen, Gary Barlow e Jason Orange, orfani di Robbie Williams, hanno iniziato a registrare un nuovo album.

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Il singolo “Patience” segna un ritorno in grande stile per i quattro cantanti, tornati a lavorare insieme lo scorso anno e richiestissimi, al momento, in Inghilterra anche senza il collega “solitario” Robbie Williams, con cui non sono rimasti in ottimi rapporti.

Ne volete una prova? Oltre al primo posto in classifica, centinaia di fan si sono messi in coda, nei giorni scorsi a Londra, per assistere alle sessioni di registrazione del nuovo album della band, “A Beautiful World“. Urla impazzite e ragazzine adoranti, (ovviamente non le stesse di dieci anni fa), hanno ricordato i vecchi tempi. I Take That però hanno insistito sul fatto che ormai non sono una boy band, ma una band di uomini fatti, e che anche i sound delle loro canzoni sono più maturi e studiati, ma le reazioni del pubblico sembravano le stesse di una decade fa. “Se sia soltanto un attacco di nostalgia o piuttosto un ritorno in grande stile si vedrà” commentano i venditori e i critici musicali. “Di fatto i Take That potrebbero diventare un tesoro nazionale”.            

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(tratto dal TGCOM)

Cannavaro vince il Pallone d’oro

Lunedì, Novembre 27th, 2006

p_0_0_sportindex4_foto1.jpgDopo una lunga attesa è arrivata l’ufficialità: Fabio Cannavaro ha vinto il Pallone d’Oro 2006. Il difensore del Real Madrid ha ottenuto il successo con 173 punti, e ha preceduto il portiere della Juventus Gianluigi Buffon, secondo con 124 punti. Terzo Thierry Henry, a quota 121. Cannavaro, quarto italiano a ricevere il trofeo di France Football, dopo Gianni Rivera, Paolo Rossi e Roberto Baggio, succede a Ronaldinho.

Un sogno che si avvera, un premio singolo che tuttavia ha un significato collettivo, perché Fabio Cannavaro non è soltanto un giocatore del Real Madrid, ma soprattutto è l’emblema di una Paese che ha saputo superare le difficoltà di un momento scurissimo della sua storia calcistica, condottiero di una Nazionale diventata con grande merito campione del mondo a Berlino. Il Pallone d’Oro è il giusto riconoscimento a una carriera in costante ascesa, dagli esordi di Napoli, alla lunga parentesi parmense per poi cadere nella polvere nei periodi con poca luce trascorsi all’Inter. In seguito, le stagioni trionfali con la Juventus, l’affermazione completa a livello internazionale e la ciliegina sulla torta dello stratosferico mondiale giocato in Germania.

Non è bastata la classe di Buffon, non è servita la straordinaria stagione di Henry, ha prevalso lo “scugnizzo” Cannavaro forte dei suoi 173 voti contro i 124 del portierone bianconero e i 121 della gazzella dell’Arsenal. Il “galactico” difensore riporta il prestigioso trofeo in Italia dopo ben 13 anni dall’ultima volta, quando fu Roberto Baggio ad aggiudicarsi il premio. E’ il quarto italiano di sempre dopo Gianni Rivera, Paolo Rossi e appunto il divin codino. Dieci anni dopo l’ultimo difensore Mathias Sammer, il trofeo, sempre preda di talenti magici e bomber di razza è tornato nelle retrovie della squadra e non per questo non si scorge il nuovo trono, quello dell’alfiere sontuoso, del custode affidabile, dell’implacabile Fabio Cannavaro.